Roma, 17 maggio 2023 – Molto di più, molto oltre l’apparenza. Fin dalle età remote, quando l’idea di poterlo addomesticare non si era rivelata. La narrazione inizia con piccoli oggetti scolpiti in zanne di mammuth, in straordinarie pitture rupestri, in giocattoli per bambini. Al fianco dell’uomo “solo” da seimila anni, in realtà il cavallo galoppa nelle nostre menti, con tutta la sua potenza evocativa e simbolica, dal Paleolitico. Poi divenne sodale in guerra e in pace, protagonista nella storia, nella quotidianità, nel lavoro, nello sport e nello spettacolo, status symbol, dono tra teste coronate ma anche terapeuta. Il cavallo è da sempre un mediatore interculturale, un vettore di umanità e di civilizzazione, un fattore chiave di mantenimento della diversità culturale e, oggi, di sviluppo sostenibile in tempi di globalizzazione.


Per questi motivi, e altri ancora, il nostro debito di riconoscenza nei suoi confronti non si estinguerà mai.


Al Museo dell’Ara Pacis, simbolo del connubio unico tra civiltà millenaria e cultura contemporanea che solo il Lazio e la sua Capitale sono in grado di offrire, mercoledì 17 maggio illustri docenti di atenei internazionali ed esperti della valorizzazione del patrimonio culturale e turistico si confronteranno, nell’ambito della Horse Green Experience 2023, su diverse tematiche legate alla relazione del cavallo con l’uomo, sul suo ruolo di traghettatore di civiltà, sulla sua valenza simbolica e sulle odierne potenzialità nella promozione del dialogo e di una cultura di pace.


Sotto la lente anche i benefici reciproci del processo di coevoluzione che ha accomunato i cavalli e gli uomini in un legame ininterrotto tra passato, presente e futuro e le potenzialità del turismo lento e sostenibile praticato viaggiando in sella o in carrozza.


Gli interventi daranno vita a un confronto finalizzato ad esprimere progettualità per la redazione di un progetto multinazionale di candidatura del contributo del cavallo all’iscrizione al patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Un evento di portata storica e di visione lungimirante che riconoscerebbe, per la prima volta, il contributo di un’altra specie al nostro patrimonio culturale, attribuendo intrinsecamente valore all’apertura mentale, alla concertazione e alla collaborazione pacifica e costruttiva che stanno alla base di una relazione fra esseri diversi.

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